Complicanze nel diabete - Associazione Diabetici della Provincia di Reggio Emilia

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IL DIABETE E LE SUE COMPLICANZE

La glicemia alta per periodi prolungati, anche se non vi sono sintomi, può portare a danni in diversi distretti del corpo; le sedi più colpite da tale malattia sono:
- le arterie del cuore (coronarie) malattia cardiovascolare

- le arterie del cervello malattie cerebrovascolari

- i reni nefropatia diabetica
(microalbuminuria ed insufficienza renale cronica)
- gli occhi retinopatia diabetica

- nervi periferici neuropatia autonomica

- le arterie delle gambe arteriopatia obliterante

- i piedi ulcere da piede diabetico



Il meccanismo con cui il diabete porta alle sue complicanze è complesso e non completamente compreso; coinvolge verosimilmente l'effetto tossico degli alti livelli di glucosio, la pressione sanguigna elevata, gli alti livelli di colesterolo e/o trigliceridi nel sangue e anormalità funzionale e strutturali dei piccoli vasi sanguigni.
Nei bambini un controllo metabolico scadente può determinare un ritardo di crescita fisico mentre l'alternanza di ipoglicemie severe e iperglicemie croniche può influire sullo sviluppo neurologico. I bambini hanno una sensibilità maggiore all'insulina ed alla sua mancanza rispetto agli adulti ed hanno un rischio maggiore di rapido sviluppo di chetoacidosi.

LA RETINOPATIA DIABETICA (danno agli occhi)

La Malattia oculare più frequente nel diabete è la retinopatia background proliferativa che può determinare emorragie sul fondo dell'occhio. La più severa è l'edema maculare (presenza di liquido dietro la retina). Queste patologie possono determinare una calo della vista ed, in casi severi, a cecità.
Il Diabete aumenta inoltre il rischio di cataratta e glaucoma.
Tali patologie possono essere evitate o rallentate con una cura appropriata, se diagnosticate in tempo.
- la Retinopatia diabetica è causata da un danno alle arterie della retina. In alcuni casi, questi vasi sanguigni possono gonfiarsi e trasudare liquido (edema). Possono poi formarsi nuovi vasi sanguigni sulla retina, con conseguente perdita della vista o cecità. E' una patologia alquanto comune nella popolazione diabetica: secondo l'Associazione Americana per il Diabete l'80% delle persone affette dal DM tipo 2 soffrono di retinopatia.
Terapia. La chirurgia laser può essere molto efficace nella cura della retinopatia: stringendo i vasi sanguigni anormali della retina, riparando i vasi che perdono, o distruggendo quelli che non possono essere riparati. Comunque la chirurgia laser è meglio usata come misura di prevenzione della retinopatia. Spesso non può riparare la vista già persa. Ecco perché è molto importante identificare la retinopatia ai primi stadi e trattarla il prima possibile.
- la Cataratta è l'opacizzazione del cristallino; i diabetici sviluppano la cataratta prima delle persone che non hanno il diabete. Può essere trattata chirurgicamente sostituendo il cristallino dell'occhio con uno artificiale. E' opportuno fare un controllo agli occhi almeno una volta l'anno in modo che un'eventuale cataratta possa essere diagnosticata prima che diventi troppo grave.

- il Glaucoma è una patologia che provoca un danno a carico del nervo ottico con conseguente rischio di perdita della vista. Il 22% dei diabetici è affetto da glaucoma che può essere ad alta pressione o a pressione normale.
Può essere trattato farmacologicamente mediante colliri che abbassano la pressione dei liquidi dentro all'occhio ovvero chirurgicamente mediante laser terapia o altri tipi di chirurgia. Anche per il controllo di questa patologia si consigliano visite annuali per diagnosticare tempestivamente tale patologia.

ICTUS

L'ictus è causato dalla mancanza di apporto di sangue in un'area del cervello, causato dalla chiusura di un vaso arterioso. Quando l'apporto di sangue si interrompe, il nutrimento e l'ossigeno non arrivano e pertanto si verifica un mal funzionamento, prima, e un danno, poi, della zona del cervello non più irrorata.
Le persone affette da diabete hanno un maggior rischio di essere colpiti da ictus rispetto al resto della popolazione.
La causa più frequente è da addebitare all'ATEROSCLEROSI ovvero depositi di grassi o lipidi sulle pareti delle arterie con conseguente occlusione di un'arteria.

I Segnali d'allarme dell'Ictus sono:

- improvvisa debolezza o intorpidimento del viso, di un braccio o di una gamba di un lato del corpo
- improvviso annebbiamento o perdita della vista, in particolare da un occhio solo
- perdita della parola: incapacità di parlare o seguire un discorso
- improvvisi capogiri, incapacità di stare in piedi, o cadute improvvise.

Fattori di Rischio di Ictus in Persone Affette da Diabete sono:
- età
- sesso (le donne affette da diabete hanno un rischio maggiore di essere colpite da ictus rispetto agli uomini)
- razza (hanno un rischio maggiore gli Afro-Americani)
- ipertensione (è uno dei maggiori fattori di rischio per l'ictus)
- alte concentrazioni di grassi nel sangue (concorrono alla malattia aterosclerotica)
- malattie cardiache come l'infarto, lo scompenso cardiaco e le malattie reumatiche del cuore possono aumentare il rischio di ictus
- fumo
- alcool

Interventi per ridurre il rischio di Ictus sono:
- terapie che riducono la capacità delle piastrine di aggregarsi ed accrescere pertanto le placche aterosclerotiche (aspirina, ticlopidina).
- anticoagulanti, di solito vengono usati su pazienti colpiti da ictus causato da cardioembolia o su pazienti che non rispondano positivamente a cure come l'aspirina e la ticlopidina.
- chirurgia. L'endoarteriectomia carotidea è un intervento chirurgico per trattare il restringimento delle arterie carotidee del collo, causato dall'arteriosclerosi. L'arteria carotidea viene aperta e l'ostruzione al suo interno rimossa.

LA NEFROPATIA DIABETICA (danno renale)


Il Diabete mellito è una delle cause di insufficienza renale cronica. La durata della malattia diabetica ed il compenso della stessa incidono direttamente sul rischio di sviluppare una patologia renale. Poiché tale patologia non dà sintomi rilevanti, per prevenire danni severi occorre effettuare periodici controlli della microalbuminuria dosata nell'urina (MAU) e della creatinina dosata su sangue venoso. Lo screening della microalbuminuria consente pertanto di individuare una nefropatia allo stadio iniziale, quando un corretto trattamento può ancora ridurre o addirittura prevenire il progredire della malattia. L'Associazione Americana per il Diabete raccomanda il controllo della microalbuminuria a partire da cinque anni dopo la diagnosi per i diabetici di tipo 1, ed un controllo ripetuto almeno una volta l'anno a partire dal momento stesso della diagnosi per i diabetici di tipo 2.
Consigli utili
- controllare la glicemia e mantenerla entro i range di normalità
- correggere la pressione sanguigna entro se è troppo alta
- smettere di Fumare! Il fumo è un fattore di rischio molto importante nel danneggiamento dei reni.

LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Sono la causa più frequente di morte per malattia secondaria a diabete. Comprendono l'angina pectoris, l'infarto miocardico, l'ictus, lo scompenso cardiaco.
Alcuni dei sintomi, per quanto aspecifici, che possono indicare compromissione del sistema vascolare ed al cuore comprendono:
- sensazioni di svenimento
- dolore o senso di oppressione al petto
- lentezza nella guarigione di tagli e abrasioni
- mancanza del respiro o affanno
- battito cardiaco irregolare.

Altri fattori di rischio che incidono insieme al diabete sul sistema cardiovascolare sono:
- il Colesterolo totale ed LDL alti, il colesterolo HDL basso, ed i trigliceridi alti, che tendono ad aumentare quando la glicemia è alta e quando lo stile di vita non è corretto
- la Pressione arteriosa elevata (consigliata < 130/80)
- il Fumo, che può causare un danno alle pereti dei vasi sanguigni, rendendo più difficile la circolazione del sangue
- la vita sedentaria
- il sovrappeso e l'obesità.

LA NEUROPATIA

Glicemie non controllate possono danneggiare con il tempo anche i nervi; compaiono così problemi di digestione, urinari, impotenza. I sintomi più comuni riguardano però le gambe ed i piedi: in tal caso si parla di neuropatia periferica e i sintomi sono:
- la mancanza di sensibilità (con maggior rischio di ferite/ulcere, infezione),
- una sensazione di bruciore della pelle,
- il dolore o la ridotta sensibilità periferica.

Il danno al sistema nervoso può svilupparsi molto lentamente e potrebbe anche non essere notato fino a quando non si cominci a perdere la sensibilità nei piedi e nelle mani.
Oltre alla perdita di sensibilità gli altri sintomi che rivelano la presenza della neuropatia sono:
- sudorazione più abbondante del solito,
- sensazione di testa leggera alzandosi in piedi,
- problemi allo stomaco e/o all'intestino,
- problemi sessuali (impotenza negli uomini e diminuzione della secrezioni vaginali con conseguente dolore durante il rapporto nelle donne).

Terapia delle Neuropatia. Non esiste un farmaco che possa risolvere tali sintomi nel complesso; sarà pertanto opportuno valutare interventi che possano migliorare i sintomi a seconda della sede interessata.


ARTERIOPATIA OBLITERANTE


L'arteriopatia obliterante cronica degli arti inferiori è una patologia steno-ostruttiva che interessa le arterie deputate all'irrorazione degli arti inferiori. La causa più frequente sono le placche aterosclerotiche che si formano attraverso numerose tappe cha vanno dalla formazione delle strie lipidiche e della placca fibrosa (stadio clinicamente silente) alla formazione della placca occlusiva (stadio della claudicatio) fino alla occlusione completa, rottura e trombosi (stadio della ischemia critica).
Il diabete mal compensato può peggiorare ed aggravare l'insorgenza di tali placche. L'arteriopatia obliterante cronica periferica, dal punto di vista clinico, si può classificare in quattro stadi (questa distinzione rappresenta la classica schematizzazione di Lèriche-Fontaine), anche se, oggi, si preferisce riunire il terzo e quarto stadio nell'unica dizione di "ischemia critica":

* 1° stadio asintomatico; talora possono essere presenti delle parestesie.
La diagnosi avviene soltanto attraverso l'effettuazione di procedure diagnostiche particolari.
* 2° stadio "claudicatio intermittens". Il paziente riferisce che, durante la marcia, è costretto, dopo un intervallo più o meno lungo, a fermarsi. Poiché è portatore di un restringimento vascolare la quantità di sangue che affluisce agli arti inferiori è sufficiente in condizioni di base e diviene insufficiente sotto uno sforzo.
* 3° stadio "stadio del dolore a riposo" è caratterizzato, invece, dalla presenza di dolore anche in condizioni di riposo e ciò avviene prevalentemente durante le ore notturne
* 4° stadio "stadio delle lesioni trofiche" si caratterizza per l'insorgenza di necrosi, lesioni ulcerative o amputazioni, talora anche spontanee, a vari livelli del piede o della gamba. In questi casi praticamente è impedita l'irrorazione dei distretti più periferici.

La conferma assolutamente certa avviene, oggi, con l'esecuzione di un esame ecocolordoppler che ci consente di valutare la tipologia di lesione, la sua sede, l'entità della stenosi e la riduzione di flusso in periferia, nonché i differenti circuiti di compenso eventualmente attivati dal nostro organismo.

PIEDE DIABETICO

Il diabete può favorire la formazione di ferite (ulcere) ai piedi mediante i danni ai nervi ed alle arterie; tali ferite guariscono con molta difficoltà, necessitano i medicazioni quotidiane, e spesso di terapia antibiotica essendo più a rischio di infezioni. In casi estremi occorre risolvere l'infezione facendo uso della chirurgia.
Le Patologie che possono predisporre all'insorgenza del piede diabeticosono:
- neuropatia periferica (causa la perdita della sensibilità nei piedi e nelle gambe. I sintomi includono indolenzimento, sensazione di spilli nei piedi o nelle gambe, o incapacità totale di sentire i piedi. A causa di questa insensibilità si rischia di ferirsi senza accorgersene)
- arteriopatia periferica. Alterata circolazione sanguigna nell'albero arterioso delle gambe impedisce all'ossigeno e ai nutrimenti necessari di arrivare ai tessuti, e di conseguenza le ferite faticano a rimarginarsi
- infezioni. Le persone affette da diabete (soprattutto se non ben compensato) sono più soggette alle infezioni delle persone non diabetiche e sono anche meno in grado di combatterle efficacemente a causa dell'indebolimento del sistema immunitario. Le infezioni quindi riescono a propagarsi velocemente e/o a passare inosservate fino a quando sono ormai troppo estese.
- deformazioni dei Piedi. Quando una persona affetta da diabete soffre di neuropatia o scarsa circolazione le deformazioni ai piedi come infiammazioni all'alluce e dita a martello possono causare lesioni (calli, duroni, vesciche o ulcere) e portare ad infezioni più serie in altre parti del piede.
Fondamentale pertanto che ogni diabetico attui un controllo periodico e la cura dei piedi per ottimizzare la prevenzione delle complicanze del piede diabetico.

 
Associazione Diabetici della Provincia di Reggio Emilia C.F. 91009000356
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